Lettera dell'Ispettore dalla Terra Santa

martedì 28 febbraio 2012

 

Carissimi Confratelli,

vi scrivo da Gerusalemme, dove mi trovo con il Vicario per visitare Giuseppe e Gianpaolo nostri Confratelli studenti, prossimi diaconi.

Oggi martedì 21 febbraio di buon mattino come le "Pie donne" ci siamo recati al S. Sepolcro dove abbiamo avuto il grande dono di celebrare l'Eucaristia nella grotta. Quanta emozione!

Celebrando, ho visto passare la mia vita come un film su quella pietra-altare, dove Gesù si rende presente con la Parola, con il pane ed il vino e con i fratelli, con tutti voi carissimi Confratelli, insieme ai tanti volti delle tante persone, giovani che segnano la nostra vita e costruiscono la storia di ognuno di noi.

E' qui che Gesù obbediente al Padre, è stato innalzato offrendo se stesso donando la vita per ognuno di noi. E' qui che mi sono illuminato dentro, cogliendo la grazia che il Signore mi ha elargito, e sono sicuro elargisce a tutti, facendoci sperimentare i suoi doni, la sua presenza, nei momenti più difficili, di peccato, di ribellione.

E' meraviglioso capire e sperimentare la Sua misericordia, il Suo amore nella fragilità, quando permettiamo che Lui sia il Signore della nostra vita, e noi non contiamo più niente. Il sepolcro è l'annientamento di Gesù, sembra tutto finito ma è qui che nasce la vita, si riparte: " non è qui, è risorto". I nostri voti: obbedienza, povertà e castità non sono la strada maestra per consegnare le redini dellanostra vita a Colui che ci ha chiamati per continuare don Bosco oggi?

Non possiamo vivere di surrogati, espedienti vari, ma solo della vera vita che si rende visibile nell'offerta, nell'adempiere in piena libertà la sua volontà. Ho pregato e invito ognuno di voi a pregare a lungo affinché il Signore ci faccia comprendere la gioia e sperimentare la bellezza dello stare al suo servizio con il carisma di d. Bosco.

Siamo chiamati a donarci in pienezza senza paure e riserve, a dare sull'esempio del nostro Padre don Bosco fino all'ultimo respiro per i giovani. La Quaresima è il tempo favorevole. Facciamo nostro il messaggio di Benedetto XVI " Prestiamo attenzione gli uni gli altri per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone" (Eb 10,24 ).

E' Gesù, ci ripete il Pontefice, il modello per vivere la vita teologale : Fede, Speranza e Carità. E' Gesù, nella vita di d. Bosco la forza per vivere per i suoi giovani.

E' Gesù il centro, alla scuola del nostro don Bosco, per vivere nella fedeltà i nostri voti. Il Papa inoltre in questo insegnamento ci offre tre aspetti : attenzione all'altro, la reciprocità e la santità. Ripartiamo riempiendo il nostro quotidiano di Gesù obbediente, povero e casto. Ripartiamo morendo ai nostri difetti, peccati, mormorazioni, superficialità e sperimentiamo il sepolcro nell'impegno fedele di ogni giorno fatto di cose ordinarie, di carità, di silenzio e di offerta per far penetrare il bagliore della certezza della Pasqua.

Buon cammino quaresimale.
Un saluto affettuoso a tutti.

Don Pasquale Cristiani

Gerusalemme, 22 febbraio 2012

 

 

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